Polveri fini

Gli inquinanti dell’aria

L´atmosfera è una miscela di gas e vapore acqueo. Alcuni di questi gas sono inquinanti: cosa vuol dire esattamente? Lo spiega bene l´Agenzia Europea per l´Ambiente:

“Gli inquinanti sono sostanze che immesse direttamente o indirettamente nell’aria e nell’ambiente, possono avere effetti nocivi sulla salute umana o sull’ambiente nel suo complesso. Molte di queste sostanze possono essere già presenti in natura a basse concentrazioni con origine da processi naturali, altre possono essere di sola origine antropica”.

I principali inquinanti dell’aria sono:

Biossido di zolfo (SO2)

Biossido di azoto (NO2)

Monossido di carbonio (CO)

Ozono (O3)

Benzene (C6H6)

polveri sottili (PM10 – PM2,5)

Le polveri fini (PM10 – PM2,5)

Le polveri sottili sono formate da sostanze tossiche e cancerogene. Raggiungono le parti più profonde e delicate dei nostri polmoni, dove si accumulano. Il traffico automobilistico è la causa principale di questa forma di inquinamento.
La famigerata sigla PM 10 sta per Particulate Matter, ossia: Materia Particolata (in piccole particelle).
10 significa che le particelle hanno un diametro inferiore ai 10 micron (10 millesimi di mm).
Si tratta di particelle microscopiche non visibili a occhio nudo. Sono minuscoli frammenti di sostanze organiche (fibre animali e vegetali, pollini, batteri, spore) e inorganiche (metalli pesanti, fibre di amianto, solfati, nitrati, polveri di carbone e di catrame, ecc). Le particelle sono diffuse nell’aria, per questo si parla di particolato atmosferico o aerodisperso.

pm10rid

Il PM2,5 è la frazione più fine del PM10, costituita dalle particelle con diametro uguale o inferiore a 2,5 micron.
Il PM 2,5 è il particolato più pericoloso per la salute e l´ambiente: infatti questo particolato è quello che si deposita sugli alveoli e inoltre può rimanere sospeso nell´atmosfera per giorni.

Da uno studio condotto dall’Agenzia regionale per la protezione dell´ambiente della Lombardia si evidenzia che la fonte principale di produzione del PM 10 è il traffico veicolare. Il comune di Milano contribuisce a circa il 24% delle emissioni provinciali: di questa quota il traffico conta per l´83% e il riscaldamento per il 16%. Per i veicoli il combustibile più inquinante è il diesel; per gli impianti di riscaldamento è il gas combustibile, seguito dal gasolio. I combustibili meno dannosi sono metano e GPL.

Gli effetti sulla salute dell’uomo

Il PM 2,5 , la frazione più fine del PM10, è particolarmente insidioso perché entra nei nostri polmoni a ogni respiro ed è tanto piccolo da raggiungere senza difficoltà gli alveoli polmonari. Qui gli elementi estranei vengono inghiottiti da cellule del nostro sistema di difesa, dette ‘macrofagi´, che tentano di distruggere l´intruso digerendolo; se non ci riescono lo tengono nascosto dentro di sé. Questa situazione comporta due tipi di rischi:
1° La continua entrata di elementi estranei negli alveoli può danneggiare lo strato di cellule responsabili degli scambi gassosi (l´entrata di ossigeno e la fuoriuscita di anidride carbonica) e provocare problemi alla respirazione.
2° Se le sostanze che i macrofagi non riescono a digerire si accumulano nell’organismo, essendo tossiche o cancerogene, possono provocare nel tempo l’insorgenza di malattie gravi.
La pericolosità del PM 10, ed in particolare del PM 2,5 , è stata dimostrata da numerosi studi epidemiologici.
Il PM 2,5 è infatti una miscela complessa di migliaia di composti chimici e alcuni di questi sono di estremo interesse a causa della loro tossicità. L’attenzione è rivolta agli idrocarburi aromatici policiclici (PHA) che svolgono un ruolo nello sviluppo del cancro. Alcuni nomi: Fluoranthene, Pyrene, Chrysene, Benz[a]anthracene, Benzo[b]fluoranthene, Benzo[k]fluoranthene, Benzo[a]pyrene, Dibenz[a,h]anthracene. Gli effetti nocivi sono proporzionali alla concentrazione e (come è stato dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) non è possibile individuare un valore al di sotto del quale il PM 10 – PM 2,5 non provochi un danno alla salute. Ci sono effetti di tipo acuto che si riscontrano nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata: infezioni respiratorie acute, crisi d´asma, disturbi circolatori e ischemici, aggravamento dei sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti. Altri effetti, di tipo cronico, sono dovuti alla presenza nell’aria per lungo periodo degli inquinanti: tosse e catarro persistenti, bronchiti croniche, diminuzione della capacità polmonare.

Plus die PM ist klein, desto mehr Straße läuft…

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I gas nocivi e le polveri rappresentano un vero pericolo per la salute. L´ultimo studio epidemiologico, «Misa-2», pubblicato come supplemento della rivista «Epidemiologia Prevenzione» raccoglie il lavoro di un centinaio tra epidemiologi di università e agenzie sanitarie pubbliche e tecnici delle Arpa. Mettendo in relazione giorno per giorno, tra il 1996 e il 2002, mortalità e ricoveri delle 15 più popolose città italiane con i dati delle centraline ottiene risultati preoccupanti: «A ogni innalzamento della concentrazione degli inquinanti nell’aria, seguono immancabilmente nei dieci giorni successivi più morti e ricoveri». Il totale dei decessi in un anno sono circa 2000. Le città prese in esame rappresentano meno di un quinto della popolazione italiana: il saldo delle morti sull’intero territorio nazionale potrebbe salire «a circa 10 mila».

I limiti fissati dalla normativa

L’UE, con direttiva 1999/30/CE del 22 aprile 1999 riguardante le concentrazioni di PM10, (recepita dal D.M. 02/04/2002 n.60 ) ha stabilito il valore limite giornaliero delle PM10, che non deve superare i 50 µg/m3 , limite da non superarsi più di 35 volte all’anno.
La stessa direttiva fissa inoltre il valore limite annuale di 40 µg/m3.
Successivamente al 01/01/2005 il valore limite giornaliero di 50 mg/mc non potrà essere essere superato più di 7 volte all’anno , ed il valore limite annuale è portato a 20 µg/m3 (Valori limite indicativi da rivedere con successivo decreto sulla base della futura normativa comunitaria).

Le misurazioni in tempo reale

I facciali filtranti

I facciali filtranti sono una forma di protezione delle vie respiratorie da adottare da chi è a contatto con l´inquinamento da traffico cittadino.
Al momento l´utilizzo di un facciale filtrante è l´ unico rimedio possibile che i semplici cittadini, ciclisti e motociclisti ecc. possono adottare per difendersi dalle polveri sottili, visti gli scarsi effetti ottenuti con i provvedimenti di limitazione del traffico.

Usa solo mascherine marchiate EN149: le mascherine che spesso si vedono indossate da passanti, ciclisti e purtroppo anche dalle forze dell´ordine, NON sono assolutamente adatte alla filtrazione delle polveri fini. Si tratta infatti delle cosiddette “mascherine igieniche” per polveri grossolane, non conformi alla norma EN149 e non offrono alcuna protezione se non, come detto, per le polveri grossolane. Per legge non è permesso utilizzarle come dispositivo di protezione individuale, ma per la protezione dell´ambiente esterno da possibili contaminazioni originate da chi indossa la mascherina.
Le mascherine non marchiate EN149 possono infatti servire esclusivamente per prevenire possibili contaminazioni del prodotto manipolato, viene quindi protetto l´ambiente esterno dall’utilizzatore e NON chi indossa la mascherina (esempio: industrie alimentari).

La Norma Europea EN 149 suddivide i facciali filtranti in base alla efficienza filtrante minima che devono garantire e li classifica in 3 categorie:
FFP1: Efficienza filtrante minima garantita 78 %
FFP2: Efficienza filtrante minima garantita 92 %
FFP3: Efficienza filtrante minima garantita 98 %

Quale facciale filtrante utilizzare?

Per tutte quelle categorie di persone per le quali è necessaria una protezione generica dal PM 10, e per le quali si prevede una esposizione limitata durante la giornata, consigliamo un facciale filtrante di categoria FFP1.

Per quelle categorie di persone che svolgono attività lavorativa e continuativa in mezzo al traffico cittadino (polizia municipale, edicolanti, personale alle pompe di benzina ecc.) è consigliata una maschera protettiva del tipo FFP2.

ICEA-Modelle der REFIL-Linie:

FFP1: 50610 – 50611

FFP2: 50630 – 50631506325063350634

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