FACCIALE_GRIGIO

Smog e bicicletta

Torniamo a parlare di un argomento che continua purtroppo  ad essere attuale: lo smog.

Ci ha dedicato un’intera puntata Presa Diretta lunedì 8 gennaio, evidenziando come le nostre città soffochino nel traffico e di quanto  i livelli di inquinamento siano cronicamente al di sopra dei limiti consentiti. Ne consegue un aumento delle malattie correlate alle polveri sottili.

In Italia, a capo della lista delle città da salvare c’è la nostra capitale: l’eterna e meravigliosa Roma nella quale ogni mattina si mettono in movimento 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte con la propria auto. I romani hanno infatti il primato di auto per numero di abitanti, quasi 70 ogni 100 persone.

E’ da sottolineare come, da molti anni, gli investimenti sul trasporto pubblico siano in costante riduzione così come la loro efficienza: ben 79 minuti è la durata media del viaggio per raggiungere il posto di lavoro. Peggio ancora per gli  investimenti sui mezzi meno inquinanti: meno 80% sui bus elettrici, meno 30% sui tram e per quanto riguarda la metropolitana è stato calcolato che saranno necessari 80 anni per raggiungere la dotazione di capitali come Madrid, Berlino, o Londra.

A Roma soltanto l’1% della popolazione usa la bici per spostarsi, nonostante gli oltre  200 chilometri di piste ciclabili.

La bicicletta può veramente rappresentare un mezzo alternativo. Alcune città italiane hanno investito proprio sulle due ruote: il primato va certamente a Bolzano,  la città più bikefriendly d’Italia che vanta chilometri e chilometri di ciclabili, ponti, attraversamenti e snodi per biciclette.

A Pesaro grazie al progetto “bicipolitana”, un abitante su tre va al lavoro e a scuola in bicicletta, Firenze invece ha puntato sul free floating grazie al quale noleggi una bici e poi la lasci dove vuoi, senza dover cercare la postazione dedicata, come il car sharing. Pochi mesi di attività e già oltre  un milione di chilometri percorsi, dai fiorentini e dai turisti che si adeguano volentieri. A  Reggio Emilia, grazie alla rete di ciclabili e al progetto BiciBus, quasi 300 bambini vanno tutte le mattine a scuola con la bicicletta.

Se si guarda all’estero la situazione è sicuramente più confortante: in cima alla classifica mondiale in questo senso c’è Copenhagen dove ben il 62% della popolazione utilizza la bicicletta per i suoi spostamenti.

Utopia? No piuttosto visione, progettualità, informazione e investimenti pubblici.

Sarebbe meraviglioso arrivare ai livelli della Danimarca ma nel frattempo? Nel frattempo possiamo proteggerci con i facciali filtranti.

Al momento l´utilizzo del facciale filtrante è l´unico rimedio possibile che i semplici cittadini, ciclisti e motociclisti ecc. possono adottare per difendersi dalle polveri sottili, visti gli scarsi effetti ottenuti con i provvedimenti di limitazione del traffico.

Le nostre mascherine possono essere utilizzate anche in bicicletta, anzi se si pedala in città è opportuno indossarle. In tal caso sono indicate quelle con valvola di espirazione.

La valvola di espirazione (in polipropilene e gomma naturale) evita la formazione di condensa all’interno del respiratore, prolungando  l’efficienza e la durata del respiratore e rendendo meno faticosa la respirazione  dell’utilizzatore.  Inoltre la particolare forma e l’ orientamento della valvola, che direziona l’aria espirata verso il basso, consentono l’utilizzo anche in combinazione con occhiali.

La scelta del facciale con o senza valvola dipende quindi dall’ambito di utilizzo. Laddove si ha una sollecitazione della respirazione (ad esempio jogging o bicicletta) è opportuno optare per un facciale con valvola. Se si vuole evitare anche lo sgradevole odore dei gas di scarico si può optare per un facciale con valvola e carboni attivi.

Se il facciale viene utilizzato in scooter o per passeggiare, quindi nel caso in cui non vi è sollecitazione della respirazione, allora si può scegliere il facciale senza valvola.

 

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