Cerchiamo di fare chiarezza su un argomento che sta preoccupando a livello mondiale: il Coronavirus.

I coronavirus sono una vasta famiglia di virus che provocano malattie che spaziano dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Il coronavirus (2019-nCoV) identificato in Cina, di cui tanto si parla in questo periodo, è un nuovo ceppo di coronavirus prima ad ora mai identificato nell’uomo.  Questo ceppo può essere trasmesso da persona a persona, generalmente a seguito di un stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.

Ad oggi non esiste ancora un vaccino per il nuovo coronavirus, in quanto si tratta di una malattia nuova. Per realizzarne uno occorrono i tempi tecnici, che  possono essere anche relativamente lunghi.

Trattamento per il coronavirus

Ad oggi non esiste un trattamento specifico per la malattia causata dal nuovo coronavirus. Il trattamento deve basarsi sui sintomi del paziente. Può essere molto efficace una terapia di supporto.

Come proteggersi dal Coronavirus

In primis occorre seguire le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione delle malattie respiratorie in generale ossia: mantenimento dell’igiene delle mani (lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani), adottare pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

DPI adatti per proteggersi dal coronavirus

E’ importante, per chi vive delle situazioni a rischio (operatori sanitari, persone che possono essere in contatto con soggetti infetti, viaggi) si doti di facciali filtranti protettivi. A questo proposito è opportuno fare un po’ di chiarezza in quanto le notizie che circolano sono spesso fuorvianti.

I respiratori adatti sono certificati secondo la normativa EN149 di categoria FFP2 (50630 ; 50631; 50641) o superiore(50651). Oltre alle mascherine, negli alti casi di rischio contagio, vanno indossati guanti usa e getta e abbigliamento protettivo in modo da escludere tutte le possibilità di contagio. I DPI usa e getta devono essere smaltiti secondo la normativa vigente. In ultimo, ma non meno importante, dopo avere tolto i DPI occorre disinfettare molto bene le mani.

Differenza tra un respiratore certificato come DPI ed una mascherina chirurgica

I respiratori che hanno ottenuto la certificazione come DPI sono progettati per contribuire a ridurre l’esposizione degli utilizzatori alle particelle sospese nell’aria, quindi ne impediscono l’ingresso nell’organismo. Lo scopo primario di una maschera chirurgica invece è quello di impedire che le particelle biologiche espulse dall’indossatore si diffondano nell’ambiente.

Esistono mascherine mediche che sembrano sigillare strettamente il viso ma che in realtà non sono state progettate per proteggere l’utilizzatore dai rischi dispersi nell’aria di conseguenza non dovrebbero essere indossate in sostituzione ai respiratori approvati come DPI (fare sempre attenzione in questo caso che sul respiratore sia apposta una marcatura CE di 3^ categoria così composta: CE+Numero Organismo di certificazione).

Le mascherine chirurgiche pertanto non sono adatte a proteggersi dal coronavirus.

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